L’ANTICA CHIESA A PIETRA LONGA
Presso l’archivio storico di S. Sabino è presente una notevole quantità di documenti che attestano l’esistenza di un’antica chiesa dedicata alla Vergine di Costantinopoli nella città di Canosa.
Il primo documento è costituito da un inventario databile alla fine del XVI sec., questo documento fu redatto durante la prevositura del cardinale Cesare Baronio.
La chiesa venne censita nel 1643 e la ritroviamo elencata nella relazione sui beni di Canosa, nel 1778 compare nell’elenco del Notamento dei luoghi pii esistenti nella diocesi canosina.
Nel 1823 la cappella rurale fu sospesa al culto perché il luogo diventò raduno di prostitute e l’effige sacra fu portata nella cattedrale di S. Sabino, da questa data in poi su questa chiesa rurale si perdono le tracce.
LA NUOVA CHIESA OTTOCENTESCA
La chiesa di Nostra Signora di Costantinopoli, sorta nella campagna intorno a Canosa, veniva costruita per devozione del canonico Benedetto Forina in ricordo di una precedente chiesetta rurale.
Tra la fine del 1873 e gli inizi nel 1874 fu dato inizio ai lavori per la costruzione della prima parte, i lavori durarono vent’anni intervallati da soste.
I lavori interessarono solo la prima parte del progetto.
Nel 1888 furono aggiunte le cappelle laterali di S. Benedetto e di S. Elena e la nuova sacrestia, la pianta della costruzione risultava a croce latina, l’interno fu abbellito da nuovi altari.
Nel 1893 la chiesa viene completata con il prospetto esterno, decorato con motivi gotici e antichi.
Una finestra di forma barocca permette l’accesso della luce all’interno.
Un’unica porta collocata al centro è formata da un arco acuto tipico dello stile gotico.
Vicino alla porta centrale altre due porte permettono l’accesso ai due campanili grazie ad una sala.
Dove un tempo erano collocati i due altari di S. Rita e della Beata Vergine Maria del Rosario di Pompei, gli ultimi restauri hanno restituito due nicchie appartenenti alla struttura originaria.
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