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MUSEI. Lapidario Villa Comunale.
La Villa Comunale - Il Lapidarium
La villa comunale nacque nel 1888 per interessamento e volere dell’allora sindaco della città, Vincenzo Sinesi, che riordinò i terreni adiacenti alla Cattedrale donati dalle famiglie Pesce e Sinesi.
Il lapidario della Villa Comunale nacque intorno agli anni ’50 con lo scopo di abbellire i viali alberati, ma soprattutto di rendere fruibili i numerosi reperti di grandi dimensioni rinvenuti in territorio canosino. Passeggiando per i viali della Villa Comunale ci si imbatte quindi in rocchi di colonna in marmo bianco, in granito della Troade e in calcare. Numerose sono le epigrafi, alcune di grande importanza storica attraverso le quali è possibile ripercorrere una parte della storia dell’antica Canosa.
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Oltre ai nomi di alcune famiglie tra le più politicamente importanti del I e del II secolo d.C. vengono menzionati gli interventi dell’Imperatore sulla città e nomi di alcuni magistrati locali, tra cui i patroni, veri e propri intercessori degli interessi cittadini presso il potere centrale, e i Correctores Apuliae et Calabriae, governatori di nomina imperiale residenti a Canosa, cui era affidato il controllo di una regione corrispondente grosso modo all’odierna Puglia. Infine non mancano frammenti architettonici provenienti da edifici pubblici e privati come i capitelli, i rilievi, le vere di pozzo e statue di togati. Tutto questo materiale, di provenienza ignota e non sempre di precisa datazione, è stato sistemato all’interno della villa per classi tipologiche di appartenenza e per committenza. Il lapidario per queste caratteristiche costituisce un esempio di museo all’aperto, offrendo in tal modo la possibilità di apprezzare e conoscere parte del patrimonio archeologico cittadino.
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Statua femminile, I – IV secolo d.C. Calcare
Provenienza ignota (forse da contrada Lamapopoli)
Nel frammento conservato si riconoscono: la posizione della figura, con gamba destra flessa e leggermente arretrata; la veste, costituita da un lungo chitone e da un himation; i piedi, calzati da calcei muliebris. |

Statua, II – IV secolo d.C.
Provenienza ignota
Marmo bianco
Frammento relativo alla parte inferiore di una figura panneggiata, la cui parte posteriore non è lavorata. La figura è mutilata all’altezza delle ginocchia. |

Rilievo funerario, primi decenni del I secolo d.C.
Da contrada Costantinopoli
Calcare
Originariamente doveva recare la rappresentazione di due defunti. Si è conservata solo la figura femminile, della quale sono visibili l’acconciatura e le pieghe della veste. Della figura maschile è decifrabile solo la mano sinistra. In basso un’iscrizione molto frammentaria:
Ba ebia P(ubli) …..
Si bi et ….
… b …
.che attesta la provenienza del rilievo da un’edicola funeraria di pertinenza dell’importante famiglia canosina dei Baebii.
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Stele funeraria, I secolo d.C.
da contrada Lamapopoli
Calcare
P(ublius)… P(ublii) l(ibertus)
Isargyrus,
Servilia (mulieris) l(iberta)
Chrisanthis
Publio Isargiro, liberto di Publio,
Servilia Chrysante, liberta della moglie
(sono sepolti qui) |

Lastra sepolcrale, I secolo d.C.
Calcare da un sepolcro sulla via Traiana
P(ublius) Dasimius P(ubli) l(ibertus)
Zeno situs
P(ublius) Dasimius P(ubli) l(ibertus)
Antaeus
P(ublius) Dasimius P.P. (duorum Publiorum) l(ibertus) Hilarus
Publio Dasimio Zeno, Liberto di Publio (qui è) sepolto
Publio Dasimio Anteo, liberto di Publio, Pubio Dasimio Ilaro,
liberto dei due Publii (qui sono sepolti)
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Lastra celebrativa, 210 – 211 d.C.
da contrada Spartivento
calcare
L’Imperatore Cesare Lucio Settimio
Severo, Pio, Pertinace, Augusto
Arabico, Adiabenico, Partico
Massimo, Britannico Massimo,
Pontefice Massimo,
nel 18° anno della potestà tribunizia,
nel 12° anno da Imperatore, per tre
volte console, Padre della Patria,
Proconsole e l’Imperatore Cesare
Marco Aurelio Antonio Augusto, Pio,
Felice, nel 13° anno della potestà
tribunizia, per tre volte console, Padre
della Patria (ripristinarono le
fondamenta, le arcate e il ponte
crollati per la violenza del fiume) |

Rilievo, seconda metà del II secolo d.C.
Provenienza ignota (forse dall’anfiteatro)
Calcare
Combattimento con fiere (venatio): a sinistra un uomo in tunica corta colpisce un cinghiale impennato; a destra un cacciatore con elmo, anch’egli una tunica corta, impugna la spada e lo scudo.
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